Nuovo caso di rifiuti abbandonati a Trentola Ducenta, questa volta nei pressi della SP33: il Comune ha avviato l’iter per farsi rimborsare i costi sostenuti per la rimozione. Con la determinazione n. 763 del 7 settembre 2026, l’Area Lavori Pubblici – Manutentiva ha quantificato in 146,16 euro il danno da chiedere a chi ha lasciato i rifiuti in strada, aprendo la strada a un’ingiunzione di pagamento.
Come è nato il caso dei rifiuti abbandonati a Trentola Ducenta
Tutto parte da una segnalazione del Nucleo Carabinieri Forestali di Marcianise, che il 28 luglio scorso aveva comunicato al Comune l’accertamento di un abbandono incontrollato di rifiuti in una zona limitrofa alla provinciale SP33, nel territorio comunale. Dai successivi accertamenti, formalizzati in un verbale di contestazione del 13 maggio, il responsabile è stato identificato: i suoi dati, come previsto dalla normativa sulla privacy per gli atti pubblicati all’albo pretorio, restano riservati (omissis).
Il materiale abbandonato consisteva in un armadio di circa 2×3 metri, per un peso complessivo stimato in 180 chili, classificato come rifiuto urbano ingombrante non pericoloso.
Rimozione, smaltimento e conto al responsabile
Per tutelare igiene pubblica e ambiente, come previsto dall’articolo 192 del Codice dell’Ambiente, il Comune ha dovuto procedere d’ufficio e con urgenza alla rimozione. Le operazioni di raccolta e trasporto sono state affidate alla Vittoria srl, gestore del servizio di raccolta differenziata sul territorio comunale, mentre il conferimento e lo smaltimento finale sono avvenuti tramite la B. Service srl, per il tramite della società COECO.
Gli uffici comunali hanno quindi ricostruito nel dettaglio i costi dell’intervento: dal costo di smaltimento vero e proprio (144 euro a tonnellata) alla stima delle ore di manodopera dei tre operatori impiegati, fino ai mezzi utilizzati per il trasferimento del materiale. Il conto finale, comprensivo delle spese istruttorie e di notifica, è di 146,16 euro IVA inclusa.
Trenta giorni per pagare, altrimenti riscossione coattiva
Con l’atto, il Comune ingiunge al responsabile il pagamento della somma entro trenta giorni dalla notifica, che sarà curata dalla Polizia Municipale. In caso di mancato pagamento, si procederà alla riscossione coattiva, con l’aggiunta di interessi legali e ulteriori spese di procedura.
Un provvedimento che, al di là dell’importo contenuto, ha soprattutto un valore di principio: chi abbandona rifiuti sul territorio comunale, anche fuori dai centri abitati, non si limita a inquinare un’area pubblica, ma genera un costo che finora ricadeva sulla collettività. Con questo tipo di atti, l’amministrazione punta a farlo ricadere su chi lo ha causato.
