Dopo le poesie, arriva la musica. Le canzoni di Nicola Barretta segnano un nuovo capitolo del percorso artistico del «poeta di strada», aversano di cuore ma da anni legato a Trentola Ducenta. Reduce dal successo della sua raccolta «A Voce d’o Core», l’autore ha deciso di non fermarsi: ha preso la penna e l’ha trasformata in musica, diventando paroliere a tutti gli effetti.
Dal libro alla musica: nasce il paroliere
Il passaggio dalla parola scritta alla nota è stato naturale. Barretta, oggi autore certificato presso la Soundreef, ha firmato i testi di quattro brani inediti. Non si tratta di hit pensate per le classifiche, ma di piccole storie che puntano dritte al cuore di chi ascolta.
Tutte le composizioni ruotano attorno a un unico grande tema: l’amore. Quello vissuto, quello perduto e quello che lascia un vuoto difficile da colmare. Una scelta coerente con la sensibilità poetica che ha reso riconoscibile la sua scrittura.
Le quattro canzoni di Nicola Barretta
Ecco i titoli che compongono il primo repertorio musicale dell’autore:
- «Sei magica»: un inno alla donna capace di cambiarti la vita;
- «Innamorati di te»: il momento in cui ci si perde negli occhi di qualcuno;
- «Ricordi»: dedicata agli amori finiti che tornano a farsi sentire di notte;
- «Sulo Sulo»: la poesia diventata canzone, sul tema dell’abbandono in amore.
Sono brani da ascoltare in cuffia, durante una passeggiata sul lungomare o in quei messaggi inviati alle due di notte. Canzoni piccole, ma vere, proprio come il loro autore.
Il «Melodic Pop Sound», tra pop e nuova melodia
Per descrivere la sua proposta, Barretta ha coniato un’etichetta tutta sua: il «Melodic Pop Sound», un genere che mescola pop, sonorità classiche e una nuova melodia. Uno stile intimo, lontano dai ritmi da stadio e più vicino all’ascolto personale.
Oggi Nicola Barretta continua a scrivere. Tra i turni di lavoro in ferrovia e le serate dedicate alla presentazione del libro, spesso ospitate anche a Trentola Ducenta, dove ormai vive da anni, l’artista porta avanti la sua missione: raccontare Aversa, l’amore e la vita, sempre «a voce d’o core».
