La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per Giovanni Pirozzi, 49enne di Trentola Ducenta noto negli ambienti criminali come “‘O picciuott”. Le estorsioni agli agricoltori della zona, secondo l’accusa, venivano imposte in nome del clan dei Casalesi. La Seconda Sezione penale, presieduta da Sergio Beltrani, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell’indagato contro il provvedimento già confermato dal Tribunale del Riesame di Napoli.
Il sistema delle estorsioni agli agricoltori
Pirozzi è coinvolto, insieme a Nicola Catalano, in un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli inquirenti ipotizzano un articolato sistema estorsivo ai danni di imprenditori agricoli attivi tra Giugliano, Villa Literno, Parete, Trentola Ducenta e San Marcellino.
Secondo la ricostruzione, i due imponevano il pagamento di somme presentate come compenso per un presunto servizio di “guardiania”. Per ottenere il denaro facevano leva su minacce, visite intimidatorie e danneggiamenti mirati alle colture. Le vittime, infatti, sarebbero state costrette a versare importi annui compresi tra 300 e 1.400 euro.
L’inchiesta dei carabinieri
L’attività investigativa del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Caserta è partita dalle denunce di numerosi agricoltori. Le accuse delineano un meccanismo consolidato di controllo del territorio rurale, fondato su pressioni costanti e atti vandalici. Per la Cassazione, inoltre, la fama criminale di Pirozzi avrebbe rafforzato la forza intimidatoria delle richieste di denaro.
